Forno solare MadagascarIn Madagascar, circa l’80% dell’energia utilizzata per cucinare viene ricavata dal legno, perché la maggior parte della popolazione non ha accesso all’energia elettrica (nel 20% di abitazioni che beneficiano di energia elettrica, la corrente viene prodotta con petrolio importato).  Questo uso intensivo della legna da ardere e del carbone provoca però la sparizione di 200.000 ettari di foresta ogni anno. Si calcola che negli ultimi 20 anni, un milione di ettari di foresta sarebbero stati distrutti in Madagascar.

Alcuni progetti per cercare di risolvere il problema o quantomeno di contenere la deforestazione sono però già state messe in atto.

Il wwf, nel 2011, ha avviato un progetto pilota, nella piccola città di Ambositra, che si focalizza sull’ottenimento dell’efficienza energetica mediante la diffusione delle lampade a risparmio energetico. Il progetto consente alla popolazione locale di cedere le lampadine tradizionali in cambio di lampade a risparmio energetico in modo conveniente. L’obiettivo è quello di estendere tale pratica in otto grandi città del Madagascar, perché se le 290‘000 unità abitative sostituissero le loro 600‘000 lampadine, l’emissione di anidride carbonica diminuirebbe annualmente di circa 17‘700 tonnellate (corrispondenti alle emissioni annuali di 7‘000 automobili).

Un altro progetto ha permesso di far crescere il bambù in una vasta are già disboscata dell’isola, in modo che questo materiale possa essere utilizzato al posto del legno della foresta. Il bambù cresce in modo molto rapido e la raccolta è già possibile entro 3-4 anni, non ha bisogno di essere ripiantato dopo il raccolto, perché avendo un’ampia rete di radici produce continuamente germogli nuovi. Il bambù favorisce anche l’assorbimento e la fissazione di sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera e non necessita di pesticidi e fertilizzanti o di petrolio per alimentare macchinari che ne favoriscano la crescita. E’ però importante che le piantagioni di bambù vengano gestite con attenzione, secondo criteri ambientali sostenibili. Il rischio infatti è quello di una gestione che mirando solo all’aspetto economico porti a incrementare le piantagioni di bambù a discapito delle foreste.

Il progetto più innovativo e davvero sostenibile applicato in Madagascar è quello che mira alla diffusione dei forni solari. Questi forni sono  costruiti con pannelli di cellulosa pressata sui quali viene montato un vetro doppio e un coperchio riflettente; il contenitore è invece composto di scarti di stampa metallica. I raggi si concentrano all’interno del forno, il calore sale progressivamente e raggiunge i 150°, riscaldando le pietanze con una cottura lenta e senza necessità di controllo che permette anche la cottura di riso e torte.

I vari progetti messi in atto in Madagascar sono un esempio concreto di come l’unione di fonti di energia rinnovabile ed efficienza energetica possono salvare il nostro pianeta.

Per spere qual è lo stato della vegetazione nel resto del mondo, l’Amministrazione oceanica ed atmosferica degli Stati Uniti (Noaa) ha creato una mappa interattiva di tutte le aree verdi presenti sulla Terra (Green Vegetation – Noaa)
In Europa, e politiche forestali sono solitamente comprese in quelle agricole, infatti l’80% del territorio europeo è rurale. Il primo regolamento che ha sostenuto lo sviluppo rurale come strumento per lo sviluppo territoriale è stato il Regolamento (CE) N. 1257/1999 con validità dal 2000 al 2006 (Agenda 2000). Tale iniziativa è stata ripresa per il periodo 2007-2013 dal Regolamento (CE) N. 1698/2005 per il sostegno allo sviluppo rurale, che continua ed ampia il precedente schema e prevede anche numerose misure di carattere forestale. Le misure forestali co-finanziate dal Regolamento riguardano, soprattutto, l’imboschimento dei terreni agricoli, il miglioramento dei boschi esistenti, il sostegno alla formazione ed all’associazionismo, la realizzazione d’infrastrutture e la ricostituzione delle foreste il cui potenziale è stato distrutto da disastri naturali.
In Italia, l’attuazione del regolamento europeo  viene guidata dal Piano Strategico Nazionale (PSN), che contiene riferimenti anche al settore forestale, poi articolato in Piani di sviluppo rurale (PSR) regionali, approvati dalla Commissione europea ed avviati dal 2008.  Anche nella programmazione 2014-2020 è rilevabile il ruolo crescente del settore forestale nelle priorità dell’ambito dello sviluppo rurale. Tra le priorità della programmazione vi è infatti, ad esempio, anche la preservazione, il ripristino e la valorizzazione degli ecosistemi dipendenti dall’agricoltura e dalle foreste.