Park am Gleisdreieck _ BerlinLa Regione Toscana ha dato avvio alla riforma della legge urbanistica (legge 1/2005), ponendo come punti focali il contrasto al consumo di suolo e il recupero del patrimonio edilizio. Al fine di promuovere la riqualificazione di aree dismesse, ad esempio, non saranno consentite nuove edificazioni a carattere residenziale nelle zone agricole. Si tratta di un importante passo avanti nella visione e nella definizione di strategie di sviluppo che tengano conto del fatto che il suolo è una risorsa limitata e non rinnovabile. Il tema della risorsa suolo non è affatto trascurabile se consideriamo, ad esempio, che in Lombardia, in meno di 10 anni, le aree antropizzate sono passate dal 12,6% al 14% (dati Legambiente e Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo). Il suolo distrutto per costruire case e strade è suolo tolto all’agricoltura, ai boschi e al paesaggio. Un ‘inversione di tendenza è possibile, visto che il consumo di suolo cresce molto di più del fabbisogno abitativo.

Le parole d’ordine devono perciò diventare recupero di aree dismesse e riqualificazione dell’esistente. Un esempio importante è la Germania dove, nella capitale, ma non solo, sono attivi numerosissimi cantieri che lavorano all’interno dell’urbanizzato, contribuendo in modo significativo anche a rimettere in moto l’economia. A Berlino, anche le reliquie ferroviarie vengono recuperate: è così che l’intersezione di 3 linee ferroviarie, ormai in disuso, si trasforma in 26 ettari di verde e aree attrezzate tra i due distretti, fortemente edificati, di Kreuzberg e Schöneberg. Il progetto del parco preserva le reliquie ferroviarie, ancora visibili tra le aree verdi, di relax e per lo sport, per dare al parco una propria identità e distinguerlo dalle altre aree verdi della città.

Altri esempi eccellenti di recupero di linee ferroviarie esistenti sono la High Line di New York e la Promenade Planteé di Parigi. Ancora in corso sono, invece, i lavori per la Beltline di Atlanta: percorsi pedonali, piste ciclabili e parchi sostituiranno la vecchia linea ferroviaria della città.

Anche più vicino a noi ci sono esempi di recupero da seguire. A Milano, dalla collaborazione di enti pubblici, enti privati e associazioni, è nato il progetto “Rotaie verdi”. L’obiettivo è quello di realizzare un parco lineare in cui il verde pubblico si alterni alla natura più selvaggia, favorendo la presenza di biodiversità autoctone. Il parco di 130 mila metri quadrati sorgerà tra lo scalo ferroviario di San Cristoforo e quello di Porta Romana; il progetto prevede anche la riqualificazione del paesaggio storico urbano e il restauro dell’archeologia industriale e ferroviaria in architettura d’avanguardia, secondo standard elevati di risparmio energetico.

Un progetto di questo tipo a Milano, città nota per l’alto grado di urbanizzazione, fa sicuramente ben sperare per il futuro del nostro territorio: sta però a tutti noi – e agli amministratori in particolare – saper cogliere le opportunità (ad esempio quelle offerte dalla programmazione europea 2014-20120) per portare avanti progetti di sviluppo urbano sostenibile.