buenos_aires_better_by_bike_head

I ricercatori della Clemson University, Carolina del Sud, hanno collegato alcune parole chiave (felicità, sofferenza, stress, tristezza, affaticamento) ai mezzi di trasporto più comunemente usati (bicicletta, treno, bus, automobile), utilizzando dati raccolti dall’ufficio di statistica americano all’interno di questionari sul benessere degli abitanti. Il risultato è che chi va in bicicletta è più felice di chi usa gli altri mezzi di trasporto. I ciclisti sono seguiti, al secondo posto nella “classifica della felicità”, da chi va in auto come passeggero e, al terzo posto,  da chi guida l’auto, mentre i meno soddisfatti sono i pendolari che usano treno e autobus, che provano emozioni come fatica e sofferenza.

Andare in bicicletta rende quindi più felici? Secondo il recente studio statunitense la risposta è senza dubbio affermativa. Sicuramente, muoversi pedalando fa bene alla salute e ciò incide positivamente anche sull’umore. Lo sanno bene a Buenos Aires dove la campagna pubblicitaria pro-bike è basata proprio sui benefici psico-fisici che si ottengono utilizzando la bicicletta (nell’immagine si vede uno dei  manifesti, legato proprio ai benefici sulla mente, della campagna “Better by bike” della capitale argentina).

E in Italia? Solo un terzo degli italiani si sposta utilizzando metropolitane, bus e biciclette, ma non è solo questione di buona volontà. La metà degli italiani, infatti, dichiara che sarebbe disposto ad effettuare tragitti senza automobile se le alternative fossero più efficienti.

Cambiare, però, è possibile. Lo hanno dimostrato gli urbanisti del Politecnico di Milano con il progetto VenTo: una ciclabile di 679 km  che collega Venezia a Torino, riservata esclusivamente alle biciclette, senza incrociare auto, moto, camion. La buona notizia è che si tratta di un progetto economicamente realizzabile, infatti buona parte del tracciato esiste già ed è quindi sufficiente intervenire per eliminare barriere e dislivelli, sistemare i sentieri impraticabili e unire così le tante piste ciclabili esistenti che ad oggi si fermano nei confini dei singoli Comuni. Il costo totale stimato è di ottanta milioni di euro, meno di quanto occorrerebbe per realizzare 3 km di autostrada.

Il bilancio costi-benefici del progetto, calcolato sulla base dei risultati economici di altre realtà europee, è decisamente positivo. Con la Venezia-Torino, l’Italia potrebbe avere sul proprio territorio la pista ciclabile più lunga del Sud Europa con ricadute positive in termini di economia diffusa (bar, agriturismi, visite a chiese e musei, ecc.) e consegente creazione di posti di lavoro (se ne stimano circa 2.000).

Oggi, 6 giugno 2014, è partito da Torino-Moncalieri il “Vento Bici Tour” per pubblicizzare il percorso pedalando ed essere così “felici” insieme Il progetto VenTo ha già raccolto 170 adesioni tra sindaci e associazioni a dimostrazione del fatto che chi decide di investire nella mobilità sostenibile non è affatto solo.

L’Unione europea ha stanziato circa 6 miliardi di euro per la ciclabilità, da spendere entro il 2020. La programmazione europea  2014-2020 offre, quindi, un’importante occasione per sviluppare progetti di mobilità sostenibile sul nostro territorio.

Ora sta a noi…  andare oltre!