lumacheNon è facile trovare un nesso tra arte e processo industriale. L’arte è sempre stata una forma espressiva legata all’emotività dell’autore. Il processo industriale invece opera con l’intento di produrre un oggetto in serie. Come coniugare pertanto queste due attività?

Una risposta può venire dalla cracking art. Con questo termine si indica una specifica forma d’arte nata nell’ormai lontano 1993, grazie alla collaborazione di sei artisti internazionali. Aderente all’avanguardia contemporanea, la cracking art coniuga diversi aspetti: arte, tutela di animali in pericolo di estinzione, valorizzazione degli spazi urbani, tutela dell’ambiente attraverso l’utilizzo di materiali reciclati.

La cracking art infatti si basa sulla trasformazione di una risorsa naturale, il petrolio, in virgin nafta, che viene utilizzata come base per la creazione di diversi prodotti di sintesi, tra i quali la plastica. Questa particolare forma d’arte intende sensibilizzare la popolazione ad un utilizzo controllato delle risorse naturali, attraverso l’utilizzo di plastica reciclata per la realizzazione delle opere.

E’ così che la plastica, rigorosamente reciclata, viene utilizzata per la creazione di un “mondo artificiale” nel quale convivono natura e cultura. Da sempre questi artisti utilizzano immagini di animali, in quanto suscitano un maggiore interesse emotivo da parte di chi li osserva. I colori che vengono utilizzati sono monocromatici e molto forti, per far spiccare maggiormente l’animale nell’ambiente in cui viene posizionato. In questo modo la scultura si mostra per quello che è: un artificio. Anche le dimensioni sono spesso esagerate, con l’intento di affascinare l’osservatore.

La cracking art sensibilizza le persone attraverso enormi animali colorati prodotti industrialmente con macchinari specifici. Questo permette la realizzazione di installazioni dal grande impatto. Queste opere sono diffuse in tutto il mondo: Italia, Stati Uniti, Svizzera, Australia, Belgio hanno ospitato nelle principali città queste opere. Al termine delle mostre le opere vengono rifuse o vendute per beneficienza. La mostra più famosa che vanta ancora il record di numero di animali prodotti è la “Mostra bestiale” del 2007, allestita presso gli spazi interni ed esterni del Centro Commerciale Orio Center e che portò migliaia di visitatori al Centro: più di 4.000 animali di 10 specie differenti erano stati posizionati in ogni angolo del Centro, con grande successo di pubblico.

A questo link http://www.crackingartgroup.com/it/installazioni/installazioni.aspx è possibile visionare le installazioni più importanti.

Pensate che questa forma d’arte sia d’impatto? A voi la parola!