rom integrazioneLa comunità Rom rappresenta la più grande minoranza etnica in Europa, con stime che vanno dai 10 ai 12 milioni di persone. I dati europei confermano la giovane età della popolazione Rom: il 35,7% ha un’età inferiore a 15 anni.

Per quanto riguarda l‘Italia, le stime attestano la presenza di un numero di appartenenti alla comunità Rom tra 130.000 e 170.000 unità, di cui almeno la metà gode della cittadinanza italiana e oltre il 60% ha meno di 18 anni.

I Rom hanno storicamente subito la persecuzione, l’esclusione e la discriminazione, secondo l’Agenzia dell’Unione europea per i Diritti Fondamentali, nel 2009, in media, un rom su due è stato vittima di discriminazione razziale, che gli impedisce di trovare un lavoro o di ricevere un’istruzione di qualità. Una discriminazione si verifica ogni volta che una persona è trattata diversamente a causa di una caratteristica inerente alla sua identità, quale l’origine etnica, senza alcun giustificato motivo. La discriminazione può verificarsi in molti ambiti, tra cui sul posto di lavoro, nell’istruzione e nell’alloggio.

L’UE ha adottato leggi per promuovere i diritti umani e combattere la discriminazione. Nel 2000 è stata adottata la “Direttiva sull’uguaglianza razziale” che vieta ogni discriminazione basata sulla razza o l’origine etnica sul luogo di lavoro, nell’istruzione, nell’accesso a beni e servizi, all’alloggio e all’assistenza sanitaria. Nel 2009, inoltre, è entrata in vigore la “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”, che vieta la discriminazione e sancisce molti diritti, tra i quali il diritto all’istruzione, quello all’assistenza sociale e abitativa e quello al lavoro.

Il 7 aprile 2011 la Commissione ha adottato il “Quadro UE per le strategie nazionali di inclusione dei Rom”, che, pur essendo un tentativo di definire una strategia a lungo termine per promuovere l’integrazione dei Rom, non specifica le misure concrete che gli Stati membri dovrebbero adottare per combattere la discriminazione e il razzismo contro i Rom. Non stabilisce forti indicatori, o un meccanismo di controllo completo per valutare le politiche degli stati membri.

Nel dicembre 2013 è stata inoltre adottata la “Raccomandazione del Consiglio su misure efficaci per l’integrazione dei Rom negli Stati membri”. La Raccomandazione ha individuato quattro settori in cui gli Stati dell’UE si sono impegnati a conseguire obiettivi comuni per l’integrazione dei Rom: l’accesso all’istruzione, all’occupazione, all’assistenza sanitaria e all’alloggio.

Nonostante i progressi realizzati dal 2011 a oggi, quali ad esempio l’aumento dei bimbi rom che frequentano la scuola materna, la previsione di programmi di accompagnamento per aiutare gli appartenenti alle comunità rom a trovare lavoro e i programmi di mediazione per colmare il divario tra Rom e altre comunità in materia di alloggio e di accesso ai servizi sanitari, i pregiudizi nei confronti dei Rom rimangono forti e i Rom continuano a essere vittime di odio razziale e violenza. Centinaia di migliaia di Rom in Europa vivono segregati etnicamente in insediamenti informali o campi, a causa di politiche che negano loro altre opzioni di alloggio. Spesso non hanno sicurezza abitativa, sono vittime di sgomberi forzati e, talvolta, vengono spostati in aree dove la loro salute è a rischio, confinati in campi senza avere accesso all’acqua potabile.

La responsabilità degli enti locali nell’affrontare le esigenze delle comunità Rom che vivono sul loro territorio è ora più grande che mai. Infatti, agire per l’inclusione delle comunità Rom a livello locale richiede comunque coraggio politico e impegno, un’adeguata capacità amministrativa, sforzi coerenti e duraturi e un approccio strategico che va oltre i cicli elettorali.

Si pone proprio in quest’ottica il programma ROMACT, l’iniziativa congiunta del Consiglio d’ Europa e la Commissione Europea che mira a promuovere l’inclusione dei rom a livello locale e regionale. In particolare, ROMACT intende rafforzare la capacità delle autorità locali e regionali di progettare e realizzare piani e progetti per l’inclusione dei rom. L’intenzione è quella di arrivare a fornire servizi pubblici inclusivi a livello locale. ROMACT coinvolge Bulgaria , Ungheria, Italia , Romania e Repubblica slovacca con la prospettiva di una estensione ad altri paesi in futuro . Gli aspetti salienti dell’approccio ROMACT riguardano l’attuazione di una strategia di lavoro concordato, dove le autorità locali e le comunità Rom condividono la proprietà sia di processo che di risultati, oltre che l’attuazione di un’integrazione sociale attiva in grado di agevolare il dialogo.

Le risorse non mancano per l’attuazione di politiche lungimiranti, volte a un’integrazione effettiva della minoranza Rom, infatti basterebbe saper utilizzare i fondi FSE che l’UE mette a disposizione per attuare progetti di inclusione sociale, politiche e interventi efficaci per favorire l’accesso ai sevizi socio-lavorativi dei Rom e in generale dei gruppi svantaggiati.

Resta il fatto che la discriminazione nei confronti dei Rom in Europa rimane diffusa, bisogna fare di più per garantire che i principi di uguaglianza, non discriminazione e rispetto della dignità umana non siano solo parole vuote…