startupQuesto mese scadono i termini per partecipare al concorso “La tua idea per il Paese”, una vetrina per tutte quelle start up made in Italy che hanno bisogno di un  appoggio dal punto di vista economico. Il tema delle start up partecipanti dovrà inoltre essere legato al miglioramento della qualità della vita dei cittadini in qualsiasi ambito ed applicazione.

Le 20 vincitrici del contest saranno infine presentate a febbraio 2014 in un meeting newyorkese dove verranno messe di fronte ai possibili investitori e valutate.

L’obiettivo? Incentivare la nascita di idee e metterle in comunicazione con chi possiede i mezzi fisici ed economici per svilupparle. Ecco il perché della trasferta americana: negli USA ci sono tecnologie, politiche e condizioni economiche favorevoli alla loro diffusione e sostegno.

L’iniziativa però non vuole incentivare una fuga di cervelli peraltro già in atto da diverso tempo, ma punta piuttosto a delocalizzare  l’investimento e a concentrarne la produttività; se da un lato viene riconosciuta la necessità di migrare alla ricerca di investimenti, dall’altro si punta a valorizzare il luogo in cui l’idea stessa si è prodotta e quindi l’Italia.

Questo concorso non è che l’ennesimo spin off che ci porta a riflettere sulla nostra economia e sulle possibilità di sviluppo legate all’innovazione.

Si riconosce la necessità di una migrazione verso l’estero ma si nutre comunque la speranza di poter continuare a sviluppare le proprie idee ed attività laddove sono nate.

Oggi come oggi, il nostro Paese non è semplice e spesso non offre grandi possibilità di sviluppo, per questo è necessario guardare all’estero.

L’importante è guardarci con lungimiranza, cercando di cogliere ciò che qui manca e di coltivare nel contempo le risorse locali.

Cercate un modo diverso per riflettere sulla questione?

La risposta alle nostre domande potrebbe anche essere tra le pagine di “Tech and the City. Startup a New York un modello per l’Italia”: in questo libro viene descritto un modello di business statunitense che, nel giro di una decina d’anni, ha creato una forte economia e migliaia di posti di lavoro.

Perché non analizzarlo e proporlo nel nostro Paese?