downloadSe ne parla poco, in Italia ci sono delle eccellenze ma sono poco note, sembrerebbe che sia la chiave di volta per la nuova economia mondiale: si cosa stiamo parlando? Della così detta  “Quarta rivoluzione industriale”, integrated industry.

La storia ci insegna che la prima rivoluzione industriale ha visto l’avvento degli impianti di produzione meccanici; la seconda ha portato la produzione in larga scala e tramite l’utilizzo dell’energia elettrica; la terza e più recente ha portato all’affermazione dei processi di produzione automatizzati grazie all’elettronica e all’informatica.

Ora si sta profilando un nuovo cambiamento,  un cambiamento che si denota come enorme ed epocale, sebbene per ora sita stato percepito come tale solo parzialmente: innovazione nell’integrazione organizzativa, nei processi, sviluppo di discipline specialistiche come la meccatronica, e rivisitazione dell’intera catena di creazione del valore.

Processi incentrati sull’utilizzo di applicativi intelligenti, dove tecnologie internet, macchine intelligenti e interconnessione sono elementi chiave, a beneficio della produzione industriale.

I cambiamenti più evidenti stanno già muovendo i primi passi nel mondo della produzione, dell’energia, della robotica e del lavoro: innovazioni talmente radicali e rivoluzionarie che, spesso, non sono ancora state messe a fuoco come tali.

I dati economici attestano che “il manifatturiero è ancora la forza propulsiva dell’economia europea con 6.500 miliardi di euro di fatturato e 30 milioni di posti di lavoro in 25 settori diversi. Ma in questi anni di crisi i livelli produttivi sono calati del 10%  e sono andati persi 3 milioni di posti di lavoro. Per ripartire il manifatturiero europeo deve ridurre drasticamente i costi dei suoi prodotti se vuole far fronte alla pressione competitiva dei Paesi emergenti dove la manodopera costa molto poco.” (Fonte, IlSole24Ore, Elena Comelli).

Questo significa ripensare la produzione con soluzioni e macchine che permettano alle aziende di adeguarsi prontamente alla oscillante domanda di mercato, spingendo al massimo sulla possibilità di personalizzare le produzioni in base alle richieste dei committenti, di rendere flessibile la produzione senza creare magazzino ma operando sul “just in time”  pur  rimanendo competitivi nei prezzi.

Questa la chiave di volta che passa attraverso realtà come le stampanti in 3D, il cluod computing e le fabbriche virtuali: tutti elementi caratterizzati dal forte sviluppo dell’ITC, in grado di condizionare la capacità competitiva del sistema produttivo manifatturiero.

La diffusione di queste tecnologie non deve essere letta come un rischio nei confronti dell’occupazioni della manodopera ma, al contrario, come l’opportunità di liberare idee e creatività perché possano dedicarsi all’innovazione e alla programmazione di macchinari, lasciando alle macchine i compiti ripetitivi legati alla produzione.

E questa è anche la sfida che la nuova programmazione europea ha lanciato con programmi come Horizon 2020, che proprio oggi ha visto la pubblicazione dei bandi per il biennio 2014/2015.

Innovazione, sviluppo ITC, crescita competitiva basata su ricerca e cambiamento: queste gli elementi vincenti per sostenere lo sviluppo verso un’Europa che sia intelligente, sostenibile ed inclusiva, come fissato dagli obiettivi di Europa 2020.

In Italia abbiamo sicuramente molto su cui lavorare, ma creatività ed eccellenza di certo non mancano: un’occasione di rilancio che non possiamo permetterci di mancare!