civoIn tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo è importante dare spazio a esempi di resilienza che vengono dal basso. Un esempio interessante è sicuramente quello offerto dal comune di Civo, che raccoglie 1100 abitanti sulla costiera dei Cech in Valtellina.

La storia inizia con un edificio abbandonato, una ex colonia INAM dismessa, e un piccolo comune con un vasto territorio da gestire e poche risorse su cui poter fare affidamento. Nasce quindi l’idea di costituire una SpA in grado di raccogliere capitale tra privati cittadini al fine di dare avvio ai lavori di trasformazione dell’edificio in stato di degrado a opportunità di sviluppo per il territorio. Infatti, il progetto propone di destinare l’edificio per la realizzazione di una RSA (residenza per anziani) in grado di offrire n. 80 posti letto e di dare lavoro a circa 80 persone.

Grazie a numerose assemblee pubbliche si raggiunge l’obiettivo di raccogliere i fondi necessari, circa € 1.200.000, tra le famiglie dei residenti nella valle. Il 28 settembre 2013 avviene la posa della prima pietra e la conclusione dei lavori è prevista per ottobre 2015. Tuttavia, oltre alla modalità di raccolta del capitale necessario gli aspetti interessanti del progetto riguardano l’attenzione alla sostenibilità ambientale, infatti la struttura sarà completamente alimentata da energia proveniente da fonti rinnovabili grazie all’elevata efficienza energetica, all’installazione di pannelli fotovoltaici e alla realizzazione di un mini impianto idroelettrico sulla rete potabile, in grado tra l’altro di fornire gratuitamente energia agli edifici pubblici comunali (municipio, scuole e illuminazione stradale) e di garantire un introito annuale grazie all’immissione in rete del surplus di energia prodotto.

Un buon esempio che è stato portato a conoscenza anche dei partner internazionali del progetto BEAST della Comunità Montana Valtellina di Morbegno, interessati a capire come i progetti inerenti l’energia possono avere nuovi sbocchi grazie anche alla mobilitazione popolare. Un caso emblematico per dare fiducia a chi propone un cambiamento dal basso, che coinvolga tutti in prima persona nella determinazione del futuro delle comunità.