parque-eolico-en-ShangaiDomenica 16 giugno 2013, per la prima volta e per 120 minuti, il fabbisogno energetico dell’Italia è stato soddisfatto al 100% da fonti rinnovabili: zero costi energetici e zero emissioni per ben due ore!

Le energie rinnovabili sono, però, anche fonti di polemiche e le critiche maggiori sono rivolte all’eolico.
Oltre alle polemiche sul sistema di incentivazione e alle problematiche delle infiltrazioni mafiose nella realizzazione degli impianti italiani, forti critiche sono spesso rivolte all’impatto paesaggistico e ai rischi per l’avifauna, spesso sottovalutati o poco conosciuti, delle pale eoliche. Si tratta di tematiche molto attuali, considerando il grande sviluppo dell’eolico in Italia: nel 2011 gli impianti eolici erano 807 (contro i 55 della fine del 2000) e hanno rappresentato il 17% dell’intero parco rinnovabili. Secondo la UE, inoltre, la copertura da fonte eolica nel 2020 sarà circa il 12% del consumo totale di energia elettrica in Europa.

La crescita dell’eolico va di pari passo con l’aumento delle manifestazioni e delle critiche verso la costruzione di nuovi impianti. Ad esempio, il 13 aprile scorso, una manifestazione nazionale a Orvieto aveva come slogan: “Ora basta eolico!”. Le proteste sono nate contro l’installazione di 18 pale alte circa 150 m sulle pendici del Monte Peglia, situato all’interno di un “Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico e Ambientale”.  Altre proteste si sono scatenate in Sardegna, in Abruzzo, in Emilia Romagna.

La soluzione, però, non è abbandonare l’eolico, ma trovare strade alternative al suo sviluppo e alcuni esempi concreti esistono già.

L’ingegnere americano Raymond Green ha ideato e brevettato una turbina eolica senza pale esterne, in modo da ridurre il rischio di impatto per gli uccelli in volo.

l progetto Windstalks, a cavallo tra arte, architettura e sviluppo tecnologico, propone, invece, di sostituire pale e turbine con 1203 steli in fibra di carbonio che sventolano al vento, risolvendo i problemi di inquinamento acustico, impatto sul paesaggio, danni per uccelli e pipistrelli.

Un’altra soluzione è l’integrazione dell’eolico nel paesaggio urbano, come avviene in un parco ricreativo a Shanghai (nella foto). Il parco è costituito da vari padiglioni colorati utilizzati per varie attività ricreative e interamente alimentati con l’energia eolica delle pale posizionate nel parco stesso.
Un esempio più vicino a noi si trova sull’autostrada tra Brescia e Desenzano, dove è stato sperimentata una turbina verticale senza pale alta circa 3 metri che produce energia sfruttando lo spostamento d’aria generato dal passaggio di tir, pullman e automobili.

Ascoltare le critiche è doveroso, ma lo è ancora di più mettere in pratica le soluzioni tecnologiche e architettoniche che permettono di superare le problematiche e le criticità messe in luce dalle proteste, così da  non dover rinunciare a sfruttare la fonte inesauribile di energia pulita rappresentata dal vento in un modo sostenibile al 100%.