riqualificazione-scuola-monaco-aIl governo tedesco è da sempre molto attento alla sostenibilità e ai criteri di efficienza energetica. Di poco tempo fa è la notizia che rende pubblici i due nuovi prossimi obiettivi: la riduzione del consumo energetico del 40% entro il 2020 e del 50% entro il 2050.

Da diversi studi, emerge che attualmente in Germania il settore più energivoro è quello edile (che comprende quindi sia l’ambito pubblico che quello residenziale), motivo per cui le azioni prioritarie saranno rivolte specialmente a questo settore. Come si procederà? Con una maggiore attenzione nelle nuove costruzioni e nelle riqualificazioni mirate.

In questo ambito si inserisce il progetto elaborato dallo studio bavarese Bodensteiner Fest su un edificio simbolo degli anni ‘60, un edificio scolastico di Monaco progettato da F. Angerer. Il cuore dell’intervento è totale rinnovo delle prestazioni dello stabile che ha portato a una diminuzione considerevole delle dispersioni: basti pensare che il fabbisogno energetico è diminuito del 21% mentre la richiesta di energia elettrica è scesa di oltre il 50%.

Ma vediamo come sono stati raggiunti questi risultati: sostituzione degli infissi, isolamento termico, nuovo impianto di illuminazione ad alta efficienza, installazione di un impianto antincendio e di tende solari per l’oscuramento. Pare la classica procedura: ricorrere a materiali migliori, maggiormente isolanti e che garantiscano un notevole risparmio energetico. Ma è necessario scendere più nel dettaglio per cogliere che le scelte sono state compiute secondo una logica che ha analizzato gli elementi più vulnerabili e li ha resi più resistenti.

Lo studio effettuato sull’architettura rigorosa di Angerer ha consentito di realizzare interventi che non andassero ad interferire con la sua classica rigorosità.

Perché presentiamo questo progetto? Perché parla pienamente di recupero e riabilitazione ed esprime la volontà di rigenerazione dello stato tedesco.

La Germania è pioniera in ambito di recupero e rinnovo, ma non solo. Sostiene la tesi che la crisi ha portato a una diminuzione delle fonti di energia convenzionale ma anche a una stabilizzazione, con alcuni segni di crescita, di quelle rinnovabili.

Certo, l’obiettivo di produzione del 50% del fabbisogno energetico entro il 2050 è ambizioso, ma non impossibile.

Il popolo tedesco, rispetto a quello italiano, è già molto più sensibile alla tematica ambientale ed energetica: alcune indagini hanno rilevato che nell’acquisto di una casa l’efficienza energetica rappresenta uno dei fattori determinanti per i consumatori. Nel nostro Paese questo tipo di educazione non si è ancora sviluppata completamente e lo si riscontra, per esempio, anche solo nell’acquisto degli elettrodomestici, dove sembra che il fattore più incentivante sia il prezzo, se non il design.

Il tema dell’efficienza energetica è diventato centrale in Germania soprattutto in uno scenario di aumento dei prezzi dell’energia come quello attuale. Ma la domanda è: come lo è diventato?

In Germania attualmente ognuna delle 16 Länd (regioni) possiede uno specifico piano di azione volto ad intensificare la riqualificazione: si recupereranno ancora scuole, aree industriali e vecchi edifici popolari.

Questo vuole testimoniare che la crescita di un Paese non è data solo dal suo conto economico, ma anche dalla sua innovazione e dalle sue potenzialità di sviluppo; per questo motivo è necessario agire con decisione sul piano delle politiche a sostegno dell’innovazione energetica. Non stiamo parlando di competizione, ma di esempi da imitare.

Bisogna puntare alla sperimentazione, ad una ricerca che consenta di estendere e migliorare le tecnologie di risparmio energetico.

I primi passi sono già stati fatti. Diverse sono le occasioni di spunto e riflessione che ci vengono forniti per esempio da bandi e concorsi che promuovono la rigenerazione urbana. Proprio di questi giorni è la notizia di un e che coinvolge Castiglione del Lago, Cascia, Perugia e Terni. Quattro aree selezionate sul territorio che diventeranno protagoniste di rigenerazione urbana, ambientale e paesaggistica. Questo deve essere un fattore incentivante, non un evento sporadico.

Se lo Stato tedesco si pone come esempio da seguire per l’impegno nella riduzione delle emissioni e nell’utilizzo di fonti rinnovabili e riesce nel contempo a stimolare la crescita economica, l’Italia non deve far altro che tesoro delle best practice estere e prendere spunto per andare a riqualificare quei 7 milioni di edifici che hanno più di quarant’anni e notevoli deficit energetici.

Il pensiero chiave è che il patrimonio immobiliare, se riqualificato, può contribuire alla crescita del paese e al miglioramento della qualità dell’ambiente che ci circonda.