punti luce

L’utile si sa non è sempre sinonimo di bellezza, ci sono però “artisti dell’energia” che negli ultimi anni hanno sviluppato, complici anche l’istituzione di premi e di riconoscimenti a livello mondiale,  una maggiore sensibilità e attenzione all’ambiente e al contesto territoriale in cui le realizzazioni vengono inserite.

Prendo spunto da questo progetto vincitore della prima edizione della “Land Art generator Initiative” del 2010, per dire che esistono anche esempi di impianti di energia rinnovabili belli da vedere.

Lunar cubit (http://www.lunarcubit.com/) dell’ ingegnere newyorkese  Robert Flottemesch non solo è un’opera d’arte futuristica ma anche utile: le 8 piramidi disposte attorno ad una piramide più grande sono infatti una centrale ad energia solare in grado di fornire energia a centinaia  di abitazioni nel deserto di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi. Le piramidi in acciaio e vetro, interamente coperte da pannelli solari di silicio amorfo, da una prima stima potrebbero generare fino a 1,74 MW.

Invece, l’artista finlandese Arttu-Matti Immonen ha realizzato come punto per l’illuminazione pubblica un generatore sferico che produce energia eolica e solare attraverso otto moduli fotovoltaici sistemati a spicchi convergenti che al tempo stesso producono energia solare e sfruttando la presenza del vento, ruotano producendo anche energia eolica.

Da testimonianze di vita quotidiana è nata l’idea di fare una mostra itinerante in uno dei “ borghi più belli d’Italia” a Mezzano di Primiero in Trentino. Cataste&Canzei è infatti un vero e proprio museo a cielo aperto dove i Canzei (le imponenti cataste di legna utilizzate soprattutto nel periodo invernale) diventano arte e dove gli abitanti e artisti di fama locale installano per le vie del centro storico delle vere e proprie sculture.

Al di là delle opinioni soggettive, la realizzazione può più o meno piacere, non dobbiamo dimenticare che gli esempi riportati rappresentano un modo ben riuscito per far entrare “l’energia rinnovabile” nella nostra quotidianità, con l’auspicio  che possano sempre più diventare delle forme di arredo urbano ben integrate con il paesaggio circostante. Sarebbe veramente un successo per tutti: per la natura e per la nostra qualità della vita.

Visto il periodo di partenze, avventuriamoci anche noi in questo tour alla scoperta di “opere d’arte energetiche”, potremmo trovare un esempio replicabile anche nelle nostre città.