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Questa volta il problema non è quello di andare a scovare possibili risorse, questa volta i fondi ci sono e ce ne sarebbe anche un disperato bisogno per sostenere il territorio. Sono 37 i milioni che derivano dal Fondo di Solidarietà dell’Unione Europa che sono destinati ai territori terremotati Province della Lombardia colpite dal sisma dello scorso anno:  questi fondi sono la quota mantovana dei 670 milioni stanziati a fine 2012 dalla Commissione europea per gli interventi di emergenza successivi al terremoto, e finalizzati a pagare opere che abbiano caratteristiche di emergenza. Proprio per questo i lavori hanno l’obbligo di chiudersi entro il 2013. Il problema sollevato dalla Corte dei Conti verte sulla titolarità nella loro gestione: in capo alla Regione o in capo al Ministero? Nell’attesa di chiarire questo aspetto burocratico le risorse sono rimaste ferme per un anno, con tutte le conseguenze del caso per i Comuni interessati. Il Fondo è infatti nato per rispondere alle grandi calamità naturali ed esprimere la solidarietà europea alle regioni colpite all’interno dell’UE: se è più che legittimo e corretto attivare tutte le garanzie del caso per far sì che la gestione di questi  importanti contributi sia cristallina, lo è molto meno generare una simile situazione di impasse, dove a rimetterci sono in primis cittadini e imprese che ogni giorno vivono il territorio.

Sembra finalmente che la situazione sia destinata a sbloccarsi, ma questo è purtroppo solo un esempio dello scostamento che sempre più spesso si registra tra le esigenze oggettive del territorio e un’ infrastruttura amministrativa che si dimostra chiusa in sé e poco sensibile alla realtà attuale. Un processo di rivisitazione, di ammodernamento e di snellimento sembra più che necessario : ci sarebbero anche fondi europei destinati a sostenere questo tipo di innovazione, per uno sviluppo competitivo dell’intero territorio europeo …  ma per cogliere certe opportunità bisogna essere rapidi…