Virgin Galactic

Appena rientrati dalla pausa invernale, il pensiero si rivolge subito alle vacanze estive e, per coloro che sono stanchi delle solite mete tradizionali, quest’anno c’è una novità: il viaggio nello spazio!

Sembra infatti che il 2014 sia l’anno di svolta per i viaggi spaziali per privati, durante il quale dovrebbe avvenire il primo volo organizzato dalla Virgin Galactic. I turisti spaziali potranno salire a bordo della White KnightTwo (WK2) ossia il Cavaliere Bianco, e godersi un viaggio suborbitale. Il Cavaliere Bianco non può però decollare in autonomia, ma deve essere portato in quota dallo SpaceShipTwo (SS2), un aereo a doppia fusoliera che lo tiene al centro e da cui poi si stacca per raggiungere con il suo motore la quota di 100 chilometri di altezza. Tutti i test di lancio sono già stati svolti con il prototipo SpaceShipOne, mentre la vera navicella è pronta a decollare dal New Mexico, dove è già quasi stato completato il primo spazioporto privato dal nome Spaceport America, sede di partenza per tutti i voli Virgin Galactic.

In continuo aumento la lista delle celebrità che hanno già prenotato un posto sulla navicella, dove i posti disponibili a volo sono meno di 10 e il cui biglietto di viaggio costa 250.000 dollari. Primo tra tutti l’attore Leonardo Di Caprio, il quale parteciperà al viaggio inaugurale della WK2, assieme a un altro fortunato passeggero che ha acquistato il biglietto del primo viaggio tramite asta per la modica cifra di 1,5 milioni di dollari. Tra gli altri VIP troviamo Justin Bieber, Ashton Kutcher, Angelina Jolie e Lady Gaga.

Il fenomeno è in larga ascesa tanto che altre società si stanno attrezzando per essere competitive nel settore e, lo stesso Obama, ha fatto dello sviluppo turistico aerospaziale, un punto del suo piano di rilancio dell’economia americana. Naturalmente ogni novità ha i suoi contro e, se da un lato il turismo spaziale potrebbe servire a rilanciare le economie, dall’altro rappresenta un serio pericolo ambientale.

Numerose sono infatti le polemiche riguardo all’inquinamento prodotto da questo nuovo mezzo di trasporto. Le critiche nascono dal fatto che, dai calcoli fatti dal Wall Street Journal, i consumi di un viaggio nello spazio per una persona costano il doppio dell’energia che un americano medio consuma nel corso di un anno.

Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che il percolato di carbonio, cioè il residuo che rilasciano gli attuali carburanti, non si posa nella bassa atmosfera dove la pioggia può rimuoverlo, ma nella stratosfera dove questo fenomeno atmosferico non esiste. Ciò potrebbe creare una cappa che circonderà l’atmosfera con il conseguente aumento della temperatura terrestre di 1,2 gradi centigradi e lo scioglimento del 15% dei ghiacciai ai poli.

Sarebbe quindi auspicabile che queste grandi aziende si concentrassero su sistemi di alimentazione ecosostenibili, in modo tale da salvaguardare il nostro pianeta. Il turismo spaziale, in fondo, altro non rappresenta che un divertimento relativo a soli pochi privilegiati, una moda, quindi, non accessibile a tutti che potrebbe arrecare seri danni al nostro pianeta.

Viene spontaneo chiedersi quindi se sia davvero necessario investire nel turismo spaziale, o sarebbe meglio sfruttare le stesse risorse per investire sul turismo tradizionale e sulla ricerca di fonti energetiche alternative che potrebbero migliorare la qualità dell’ambiente in cui viviamo.