turismoI grandi Comuni italiani, quelli con un numero di abitanti superiore alle 200.000 unità, spendono al massimo 8 euro a cittadino per il settore turistico. Un dato abbastanza sconcertante!

Prima Venezia con 7,90 €, poi Torino (6,79 €),  Genova (6,71 €), Roma (5,51 €), Bari (4,64€), Milano (4,30 €)

Certo, ben diversa è la classifica e l’impatto numerico se si considera il valore totale: Roma circa 15.776.904 €, Torino circa 6.125.510 €, Milano circa 5.693.926 €,  Genova circa 4.005.588 €, Venezia circa 2.048.177 €, Bari circa 1.497.564 €.

Questi dati forniti dall’Associazione Open Polis derivano dall’analisi dei bilanci consuntivi relativi al 2012, disponibili sul sito openbilanci.it.

Se si incrociano poi questi dati con quelli delle presenze e degli arrivi dei turisti per provincia forniti dall’Osservatorio Nazionale del Turismo possiamo comprendere quanto la spesa incida sul movimento dei flussi turistici.

La provincia di Venezia nel 2012 si è posizionata al primo posto per le presenze e al secondo posto per gli arrivi  (per presenze si intende il numero di notti trascorse e per arrivi il numero di clienti ospitati), mentre la provincia di Roma, grazie sicuramente al suo ineguagliabile patrimonio culturale, mantiene il primo posto come numero di arrivi ma si posiziona solamente al terzo per le presenze.  Forse quindi una correlazione tra gli investimenti fatti dai Comuni e l’attrattività turistica di un territorio c’è. Il dato relativo alle presenze dimostra infatti quanto un territorio sia in grado o meno di offrire al turista un’offerta integrata e diversificata fondata sui dei servizi di qualità (ricettività, ristorazione, trasporti, sport, etc).

I Comuni dovrebbero quindi interrogarsi su quanto credano davvero alle potenzialità di sviluppo economico che possono derivare dal settore turistico e sulla base di questo impostare una strategia economica in grado di far partire e fruttare la “macchina turistica”.