_alpiFinalmente gli operatori del settore stanno iniziando ad entrare nell’ottica del lavorare in rete, del fare sistema, dell’integrazione e diversificazione dell’offerta turistica come strumenti per combattere la crisi che si è abbattuta anche sul turismo montano. Le speranze maturate negli ultimi anni di riuscire ad attirare sui territori montani turisti italiani e stranieri anche in altre stagioni dell’anno, al di fuori delle classiche estate ed inverno, non si sono infatte realizzate … Anzi, anche la consolidata presenza turistica in entrambe le stagioni è a rischio …

E allora è arrivato il momento che qualcuno si mobiliti! E chi meglio degli hotel, prime “vittime” della crisi del mercato turistico, è in grado e ha quasi il dovere di farlo?

Parte da Sauze d’Oulx (Torino) la proposta di mettere in rete le strutture di accoglienza di qualità delle Alpi, non solo sul versante italiano, puntando sulla cucina di alto livello come motore di attrattore turistico per tutto l’anno. Si intende quindi realizzare una sorta di circuito delle eccellenze alpine, con proposte di cibi legati ai diversi territori. Il tutto accompagnato da iniziative culturali che devono rappresentare una parte integrante dell’offerta turistica.

Si è finalmente compreso che l’attrattività dei territori montani non è basata solamente su un’adeguata battitura delle piste o sulla velocità degli impianti di risalita, ma anche sulla capacità di far conoscere storia e tradizioni del territori che spaziano dalla Liguria al Piemonte, dalla Valle d’Aosta alla Lombardia, dal Trentino e dal Tirolo al Friuli Venezia Giulia. Senza dimenticare i versanti francesi, svizzeri, austriaci, sloveni.
Solo attraverso una politica di diversificazione dell’offerta sarà possibile destagionalizzare le presenze e di conseguenza abbassare i costi delle strutture alberghiere alpine, ad oggi sempre meno alla portata del pubblico italiano.

Se si pensa che molte località alpine non riescono ad organizzare turni accettabili di chiusura dei negozi oppure a garantire un servizio di pulitura delle strade di accesso per le nevicate al di fuori dei periodi di apertura degli impianti, è evidente come vi sia molta strada da fare prima di riuscire ad arrivare alla creazione di un vero e proprio modello di offerta turistica alpina integrata, ma come si dice? Chi ben comincia è a metà dell’opera!