montagnaSembra che si prospetti un periodo negativo per i flussi turistici estivi nelle montagne italiane, il tutto a causa della solita crisi economica.

I dati dell’Osservatorio turistico della montagna, in uno studio elaborato da Trademark Italia, segnalano un calo delle presenze italiane, in flessione tra i 7 e i 10 punti percentuali. La stagione turistica dell’estate 2014 vede quindi una diminuzione delle presenze, soggiorni più brevi e spesa delle famiglie più bassa. Inoltre, dall’analisi emerge che almeno 2 turisti su 3 puntano su un acquisto conveniente e sono alla ricerca del miglior rapporto qualità-prezzo, non di “emozioni”. Gli operatori turistici intervistati sono molto pessimisti e solamente in Lombardia e in Alto Adige si respira un’aria meno tesa dove prevalgono le previsioni di stabilità del trend. In particolare le località che non hanno significative quote di domanda straniera vedono un maggior calo del movimento turistico.

Il sondaggio realizzato dall’Osservatorio Turistico della Montagna ha, infine, rivelato come, negli ultimi anni, siano cambiati i gusti degli amanti delle alte quote. Sempre più richiesta l’offerta di attività sportive come il cicloturismo, la moutain bike, cross country, downhill, rafting o il nordic walking, preferite vecchie e tranquille passeggiate tra i sentieri. Gli amanti della tradizionale vacanza montana di pace e silenzio vedono però in queste nuove attività, la perdita di appeal della località turistica. Secondo l’Osservatorio infatti, “con le variazioni di ritmo generazionale, inserendo atmosfere agonistiche, appare improbabile che la montagna migliore riesca a sostituire economicamente la clientela fondamentale, quella adulta, pacifica e innamorata del glam alpino”.

C’è solo da sperare che “se la montagna non va da Maometto..quest’estate Maometto vada in vacanza in montagna!